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Sonny Boy Williamson II
by SugarBluz & Fred

Se Little Walter fu il più grande innovatore nell'uso dell'armonica a bocca, Walter Horton quello che esprimeva più di tutti poesia a forma di nota, Alexander Miller (prendiamo per buono che questo sia il suo vero nome, dato che il padre si chiamava Jim Miller), meglio conosciuto come Sonny Boy Williamson II, fu senz'altro il più geniale ed il più influente maestro a cui tutti gli armonicisti, anche neri, come James Cotton e Junior Wells, prima o poi si sono ispirati o hanno tratto lezioni utili, forse proprio per la caratteristica del suo stile particolarmente ricco ed articolato, fantasioso, genuino al 100%.

Sonny Boy si può senz'altro definire il più grande armonicista del blues meridionale e nei suoi pezzi si trova tutta l'ironia consolatoria e la malinconia rassegnata della popolazione nera del sud agricolo.
E' stato un maestro, un genio, un innovatore incredibile nella tecnica dell'armonica blues e del blues in genere. Spesso utilizzava una 10 fori Marine Band Hohner e per acquisire una maggiore profondità nei bassi anche la 12 fori Marine Band 364 e la 14 fori Marine band 365. Preferiva generalmente le diatoniche nelle tonalità di F, C, Bb e D anche se a volte ha utilizzato diatoniche anche in E, A e G, generalmente suonate in seconda posizione (cross harp), tranne in casi ove poi si può notare il genio musicale quando utilizza una G in prima posizione come su "Trust My Baby" creando un'atmosfera di lirismo mai raggiunto nel blues con armonica, o una terza posizione con una C su "I don't know". L'uso della cromatica, una Hohner Koch, lo ritroviamo ad esempio su "Dissatisfied".
L'utilizzo del tongue-blocking è continuo, il suo suono è prettamente "acustico", utilizzando le mani per l'effetto wha-wha ed il tremolo, quando utilizza un microfono ed ampli per armonica tiene stretti microfono e armonica tra le mani come ad esempio su "Cross My Heart". L'utilizzo delle note soffiate è pressoché totalmente dedicato alle ottave basse (primi 5 fori) e raramente si concede di esplorare le note alte (alla Jimmy Reed per esempio) tranne che in "Sonny's Rhythm" ed in altre incisioni "minori".

E' sicuro che nacque a Glendora, Mississippi, nella piantagione di Cell-Jones, ma riguardo al 'quando' si è letto di tutto, in un periodo che va dal 1897 al 1910. Alcuni addirittura citano il 1893.
Un censimento indica come data di nascita il 5 Dicembre 1897, e probabilmente è la data più attendibile, sulla sua tomba fuori Tutwiler però come data di nascita è indicata l'11 Marzo 1908, ma risulta difficile crederci dato che poi hanno sbagliato di due giorni la data della morte mentre il suo passaporto rivelava invece 7 Aprile 1909…
(Così non sappiamo neanche di che segno zodiacale fosse…)
Lui si considerava "un uomo dell'800", ma questo non dice molto, perché si potrebbe intendere nel senso di data di nascita ma anche nel senso di appartenenza culturale a quell'epoca e la sua bombetta ne sarebbe la dimostrazione più esteriore (o forse era amante dello stile inglese, dato che a volte sfoggiava anche l'ombrello).
Crebbe nella povertà rurale del Sud e viaggiò attraverso quei paesi come one-man band, impersonando così quelle tipiche figure, comuni nel Sud degli States anche se di origine itinerante europea, menestrelli più che musicisti, indipendenti o legati a qualche minstrel-show.
Spesso erano musicisti mediocri e lo scopo era solo far divertire chi si fosse imbattuto sulla loro strada. Ciò che era necessario era una buona dose di eclettismo ed una potenza vocale notevole, per farsi sentire in mezzo al fracasso, proprio e degli altri.
Queste erano parte delle doti che 'Little Boy Blue' (perchè a quei tempi si faceva chiamare così) possedeva, ma non le sue peculiari.
Quei tempi' erano gli anni '20 ed il suo repertorio spaziava dal blues al pop (inteso come genere folklorico di origine anglo-americano) ed hillbilly, ed oltre all'armonica suonava il kazoo e la chitarra (nota è la sua ammirazione per Robert Johnson, addirittura disse, a Londra, alla rivista 'Blues Unlimited', che egli "morì fra le sue braccia" ed anche questa storia si aggiunge al mistero su dove e come Robert Johnson morì).

Quando nel 1931 incontrò Robert Jr. Lockwood era semplicemente 'W.M.', Willie Miller. A Lockwood confidò di essere appena scappato dalla prigione e forse fu anche per questo motivo che cambiò di nuovo il nome in Alex 'Rice' Miller : 'Rice' era il nome dell'ultimo dei 21 bambini di Millie Ford Miller, sua madre.
Quella 12 corde e quell'armonica suonarono parecchio insieme (un'amicizia trentennale) e sembra che, alla fine degli anni '30, quei due avessero già provato ad amplificare gli strumenti; successivamente Lockwood fece anche parte del complesso di Sonny Boy, i 'King Biscuit Boys', dal '41 al '44 (nel quale ci fu anche Pinetop Perkins).
Non si può parlare di Sonny Boy II senza sconfinare un po' nella storia del south blues, perché lui fu il protagonista che ne decretò il successo ed anche colui che, nei suoi viaggi al nord, a poco a poco lo portò via con sé dai luoghi d'origine, per trasferirlo a Chicago.

Il vero successo arrivò nel 1941 ad Helena, Arkansas, attraverso le onde della nuova stazione radio KFFA, con il programma 'King Biscuit Flour' (che pubblicizzava ed era sponsorizzato dalle famose industrie della farina).
La KFFA non fu né la prima né l'unica stazione radio, ma fu quella che fece acquistare maggiore importanza al nuovo fenomeno commerciale: l'idea di accappararsi soprattutto la popolazione nera come clientela, vista improvvisamente come un'opportunità consumistica non ancora sfruttata appieno, tra la prima e la seconda guerra quasi esclusivamente come fruitore di race records, fino all'epoca della Grande Depressione e dopo la seconda guerra anche come ovvio consumista di altri generi di prodotti. Fu così, e non per semplice amore del blues, che molte radio scelsero di sostenersi a colpi di blues e gospel, mettendo sotto contratto i bluesman.
Fu il periodo in cui il blues divenne molto popolare e raggiunse persone che mai lo avevano sentito prima e Sonny Boy II diventò una vera e propria star. Per quasi vent'anni, all'ora di pranzo e per 15 minuti, tutti i giorni, era l'ora di 'King Biscuit' e di blues e questo fu un fenomeno così grosso, nel bene e nel male, che meriterebbe un capitolo a parte.
Il blues 'radiofonico' fu importante anche per decretare, oltre il successo, in un certo modo anche la fine del blues meridionale, almeno così come era stato fino ad allora (insieme ad altre cause storico/sociali esistenti nel periodo del secondo dopoguerra).
A lungo andare, sotto questa forma radiofonica/pubblicitaria obbligatoriamente inquadrata il blues di quelle regioni perse gran parte della sua genuinità, poesia, bellezza.
Una delle ragioni primarie fu che risultava assai difficile, per i bluesman sotto contratto, essere ispirati sempre allo stesso modo, tutti i giorni ed alla stessa ora, poi chi comprava gli spazi decideva anche il repertorio. I testi poi, punto cardine del south blues, che narravano vita vissuta, spesso con sottintesi e riferimenti nascosti alle ingiustizie subite, fatti di frasi sulle quali tra l'altro si sviluppavano anche le armonie (risposte) chitarristiche, non avevano più bisogno di essere significativi per il distratto ascoltatore radiofonico.
Il fatto fu però che grazie alla radio, ora sotto il nome di 'Sonny Boy Williamson II', divenne il bluesman più popolare dell'Arkansas ed anche oltre i confini, ricercato dai locali notturni (perché alla fine Sonny Boy diceva dove avrebbe suonato la sera) e dai suoi colleghi, quest'ultimi per entrare nel giro radiofonico (Elmore James fu uno dei suoi 'raccomandati') ed è sempre in questo periodo che il suo stile diventò finalmente il 'suo' stile, arricchendo la sua semplice diatonica di nuove sfumature.

Quando incise per la prima volta su disco alla fine del 1950 grazie a Lillian McMurry a Jackson, Miss. per la Trumpet Records (Diamond) era già dunque Sonny Boy Williamson II (tra l'altro il I Sonny Boy era già morto) e si guardò bene dal cambiarlo dato il successo ottenuto, nonostante la Sig.ra McMurry non sapesse nulla del suo passato con la KFFA. E' di quel periodo 'Eyesight To The Blind' e per la Trumpet produsse un discreto numero di 78 e 45 giri, fino circa al 1955, con chitarristi come B.B. King, Joe Willie Wilkins e Willie Love al piano.
E' però dal 1955 al 1965, cioè fino alla sua morte, il suo periodo più fecondo di buone incisioni con la Checker Label, la sussidiaria della Chess.
Ritrovò Lockwood a Chicago e, insieme anche ad altri chitarristi tipo Luther Tucker e gente come Otis Spann, Willie Dixon e Fred Below (questi 5 formavano un insieme del quale in una definizione inserzionistica si potrebbe dire "studio band sempre pronta a creare ottimi sottofondi per geniali armonicisti") incise immortali come Don't Start Me Talking, Help Me, Keep It To Yourself, Your Funeral and My Trial, Trust My Baby, Bye Bye Bird, Bring It On Home, Mighty Long Time…
Incise anche con il supporto di altri eccezionali musicisti chicagoani d'adozione come Pinetop Perkins e Lafayette Leake, Muddy Waters, Buddy Guy, Jimmy Rogers, Matt Murphy, Jack Myers, Odie Payne.

Sonny Boy Williamson era particolarmente ironico nei testi e ciò si evidenzia anche solo dai titoli di alcune delle sue canzoni, ad esempio 'Fattening Frogs For Snakes', che non narra di rane e di serpenti ma fu ispirata da un qualcuno che non pagò in cambio del suo lavoro ed allora dice 'no more', non ingozzerò più queste persone (includendo anche la moglie e 'qualsiasi altro'!).
Ciò che si evidenzia nel suo stile è la sua duttilità e morbidezza, la varietà degli stati d'animo, la capacità di usare ed inventare un nuovo vocabolario di toni, arricchito da evoluzioni personali, sia nell'intensa espressività vocale che nel fraseggio con l'armonica.
Nelle incisioni Chess si concentra su un fraseggio per singole note mentre troviamo un maggiore utilizzo di accordi ritmici nelle incisioni Storyville. Ogni riff di Sonny Boy è ricco, denso, con bassi corposi e profondi come il fangoso Mississippi, note giuste al momento giusto senza eccessi se non di scena (vedi l'armonica suonata dentro la bocca), non sappiamo giudicare se ha raggiunto l'apice ed il punto di riferimento indiscusso per la tecnica dell'armonica blues, sta di fatto che tutto quello che era prima di Sonny Boy sembra essere cancellato dalle innovazioni dello stesso e tutto quello che verrà dopo sembra essere un continuo rincorrere la grandezza di quel suono immortalato nei dischi o che i simpatici cittadini di Helena potevano permettersi il lusso di ascoltare.

Negli anni '60 anche lui, come Little Walter, Bo Diddley ed altri fu cavia in quel tipo di esperimenti che in quell'epoca volevano metter insieme pilastri del blues nero con le nuove icone del rock/blues bianco, come i Rolling Stones, Yardbirds, The Animals… esperimenti poco interessanti forse anche perché lo scopo finale non era dettato dalla voglia morbosa di tipo cultural/genetico di vedere cosa venisse fuori dall'incrocio tra due razze diverse (tra l'altro forse avrebbe dato migliori risultati in laboratorio, cioè in studio), ma quello di spingere e valorizzare le nuove miniere del rock, in situazioni 'Live'.
In Europa incise appunto per la Storyville, a Copenhagen e con l'A.F.B.F. in tour girò parecchio in Europa nel '63 e '64, periodo in cui vennero incise le diverse collaborazioni con i gruppi inglesi (questa cosa ovviamente fece molto bene al blues bianco inglese) ma nel 1965, dopo tanta Europa, tornò ad Helena e riprese in mano i microfoni di radio KFFA, e lì ritrovò Peck Curtis (batteria) e Houston Stackhouse (chitarra), vecchi amici e solidi musicisti della sua antica band.

La mattina del 25 maggio 1965, ad un'età compresa tra i 55 ed i 68 anni (o forse addirittura 72), non rispose a una telefonata di lavoro e fu proprio Peck Curtis a trovarlo morto nel suo letto.
A volte ci viene, timidamente, da pensare che oltre ci sarà solo la rincorsa alla velocità d'esecuzione, la ricerca di espressività sonore date dall'utilizzo di ampli valvolari e microfoni, dall'utilizzo ossessivo di tecniche tralasciate da Sonny Boy proprio perché i grandi geni devono lasciare qualche spazio ai posteri.
Insomma è come se la storia dell'armonica blues avesse una linea storico-stilistica di demarcazione…A.S.B. e D.S.B……..Avanti Sonny Boy e Dopo Sonny Boy……e questo paragone lascia immaginare la nostra adorazione…

Genuina ed elegante, generosa, creativa, geniale, rude e sottile, giocosa e tremendamente triste…questa è solo l'armonica di Sonny Boy Williamson, quello che ancora possiamo "sentire" e non solo ascoltare.

(SugarBluz & Fred)

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